NPL: Cosa sono?

Gli Npl, acronimo dell’inglese Non-Performing Loans, sono i prestiti non performanti delle banche, ovvero crediti la cui riscossione è incerta poiché i soggetti debitori hanno subito un peggioramento della propria situazione economica e finanziaria.



Classificazione dei Crediti deteriorati

Gli Npl, detti anche crediti deteriorati, identificano una serie di situazioni diverse, di maggiore o minore gravità. Le tre vigenti categorie di crediti deteriorati riguardano, nel dettaglio:

  • le sofferenze
  • le inadempienze probabili
  • le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate

In applicazione del regolamento UE 227/2015, la Banca d’Italia per gli Npl ha previsto questa classificazione che prende in considerazione il diverso grado di deterioramento dei crediti, evidenziando vari livelli di criticità.

Classificazione crediti

Centrale dei Rischi della Banca d'Italia

I crediti Npl sono dati oggettivi e rilevabili attingendo alla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia.
Si tratta di un archivio informatico istituito da Bankitalia per monitorare il livello di rischiosità del sistema bancario: gli intermediari sono obbligati a comunicare i crediti pari o superiori ai 30 mila euro e i crediti in sofferenza (i crediti non performing che le banche hanno verso soggetti in stato di insolvenza) di qualunque importo.

Il servizio può essere utilizzato dagli intermediari per controllare la solvibilità dei clienti prima di erogare un prestito, evitando di affidarlo a debitori insolventi o già eccessivamente esposti. In questo modo, aumenta la qualità del credito erogato da parte delle banche e si contribuisce a dare maggiore stabilità al sistema bancario, riducendo il numero di non-performing loans in Italia.

Centrale dei Rischi

Perché le banche italiane non riescono a liberarsi degli Npl?

I crediti inesigibili delle banche sono un problema per diversi motivi: la riduzione del valore del credito, gli alti costi di riscossione (legati anche alla lentezza del sistema giudiziario che caratterizza il nostro Paese), il rischio che il credito non venga recuperato affatto.
Occorre considerare, poi, che a causa degli Npl le banche italiane hanno le mani legate e non sono in grado di sostenere la crescita poiché non possono immettere liquidità nel mercato reale, finanziando investimenti o concedendo prestiti.

Ma perché non riescono a liberarsi di questi crediti deteriorati?

Poiché fanno di tutto per disfarsi di quel credito rivendendolo sul mercato: anche se il prezzo medio che l’acquirente è disposto ad offrire per tali crediti è molto basso, mediamente pari al 20% del valore originario.
I fondi di investimento che realizzano tali acquisti hanno una grande forza contrattuale sul mercato e sfruttano l’asimmetria informativa e l’illiquidità del sistema a loro vantaggio per guadagnare il più possibile in sede di riscossione. Ma per le banche si tratta di sopportare una perdita cospicua.


La Banca Centrale Europea, dal canto suo, ha cercato di sanare questa situazione. Infatti, per gli Npl la Bce ha fissato dal 2018 delle regole precise: gli istituti bancari avranno 7 anni di tempo per la svalutazione al 100% dei crediti deteriorati garantiti e 2 anni per quelli non garantiti. Sperando che tale misura aiuterà le banche a liberarsi definitivamente degli Npl.

Crediti inesigibili delle banche

Npl management, i vantaggi di affidarsi ad aziende specializzate

La gestione degli Npl da parte di consulenti qualificati include una lavorazione altamente specializzata dei crediti deteriorati con processi di recupero di tipo giudiziale ed extragiudiziale per terzi e si avvale delle più efficaci strategie di collection e Npl management per massimizzarne il valore. Per gli Npl l’acquisto avviene considerando le specifiche esigenze e garantendo etica, professionalità ed efficienza.

Npl management